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Vor vollen Schüsseln muß ich Hungers sterben Am heißen Ofen frier ich mich zu Tod` Wohin ich greife fallen nichts als Scherben Bis zu den Zähnen steht mir schon der Kot Von meinem Schädel ist das letzte Haar Zu einem blanken Silbermond vereint Ich hab kaum ein Feigenblatt es anzuziehen Ich überall verehrt und angespien Ich bin mit Unglück bis zum Halse voll Und schlafe auch unter dem Holunderstrauch Auf den noch nie ein Stern herunter schien Ich überall verehrt und angespien |
Davanti a scodelle piene devo morire di fame Vicino a un forno caldo muoio di freddo Dove afferro non cadono nient'altro che cocci Sono già nella merda fino ai denti Dal mio cranio l'ultimo capello Si è unito a una luna d'argento Ho appena una foglia di fico per vestirmi Dappertutto sono ammirato e disprezzato Sono pieno di sfortuna fino al collo E dormo anche sotto il sambuco Sopra il quale non brilla ancora nessuna stella Dappertutto sono ammirato e disprezzato [1] Il testo originale di Villon “Je meurs de seuf auprès de la fontaine” (“Muoio di sete presso la fontana”) è la risposta del trovatore francese al “Concorso di Blois” in cui i menestrelli dovevano comporre una poesia partendo da una frase iniziale data e in cui in ogni strofa fosse presente una contraddizione. Il testo ripreso dagli In Extremo è una traduzione libera di Klaus Kinski. |






