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Hört von den sieben Vaganten Die ihr Glück in der Hölle fanden Behangen mit Fetzen und Schellen Die so laut wie Hunde bellen Ihr Lachen ist Sturm und Gewitter Feiern und zechen bis kommt der tödliche Schnitter Verehrt und angespien Sind sie bekannt im ganzen Land Von allen In Extremo genannt Eiris sazun idisi Sazun hera duoder Suma hapt heptidun Suma heri lezidun Suma clubodun Umbi cuoniouuidi: Insprinc haptbandun Invar vigandun |
Ascolta dei sette vagabondi Che hanno trovato la loro fortuna all'inferno Vestiti di stracci e campanellini Che abbaiano forte come cani Le loro risate sono tempesta e temporale Festeggiano e gozzovigliano finché arriva il sinistro mietitore Ammirati e disprezzati Sono conosciuti in tutte le terre E chiamati da tutti "In Extremo" Un tempo le savie idisi Si posavano qua e là Alcune annodavano lacci Alcune immobilizzavano schiere Alcune davano strappi Alle catene Sorgi dai ceppi Sfuggi ai nemici [1] La prima parte della canzone è da considerare come un’introduzione, un prologo a tutto il disco; la seconda parte, invece, riporta il testo del “1. Merseburger Zauberspruch” (“Primo Incantesimo di Merseburgo”), uno di due brevi testi magico-pagani in Alto Tedesco Antico di cui è difficile definire l’epoca di composizione. |






